E’ stata senza dubbio la vittoria di #Ancelotti. In questi primi mesi al #Napoli, sul tecnico si è detto di tutto, nemmeno si stesse parlando di un esordiente alle prime armi e non del più vincente tra gli allenatori in attività, uno che ha una bacheca personale da far invidia a molti top club internazionali.
Oggi ha vinto la partita con 2 armi sconosciute alla precedente gestione: il turnover e la flessibilità.
L’inattesa formazione iniziale, con 3 titolarissimi in panchina, sorprende #Mazzarri sconvolgendogli tutti i piani tattici, regala 21 minuti di grandissimo calcio e rende difficile la domenica a tutte quelle vedove di #Sarri già pronte a recitare il de profundis della stagione.
Ovviamente il gol all’avvio ha reso il lavoro molto più semplice, sia sotto il profilo tattico che psicologico, ma si sono viste delle combinazioni davvero entusiasmanti con i 3 davanti a triangolare e scambiarsi continuamente posizione, con buona pace della statica difesa a 3 del #Torino.
Sul 2-0, i giocatori hanno rifiatato concedendo metri all’avversario senza tuttavia rischiare molto in difesa. La partita è stata riaperta di fatto da un’ingenuità del giovane #Luperto in un momento in cui non si stava assolutamente soffrendo.
Il 3-1 di #Insigne (che sia quest’anno lui il candidato azzurro per la classifica marcatori?) spegne le velleità di rimonta granata per un finale di partita tranquillo.
Detto del turnover, al 74’ Ancelotti sistema la squadra grazie alla flessibilità. Con Belotti che andava a sfruttare la sua fisicità contro #Hysaj, il tecnico azzurro sostituisce lo stanco e acciaccato Luperto (partita tra luci ed ombre la sua) non con un terzino puro ma col massiccio #Maksimovic e addio allo sfondamento sul lato destro Napoli.
Superato brillantemente lo scoglio Torino, il Napoli non deve perdere punti col Parma per arrivare al big match con la #Juventus con un distacco minimo e, considerati i reciproci calendari di queste prime giornate, sarebbe davvero un ottimo traguardo